MILANO – “Nessuno nasce innocente” trova spazio anche sulle pagine di Famiglia Cristiana, una delle riviste più storiche e più lette d’Italia.
Il numero del 6 settembre 2026 ospita un ampio servizio sul mondo dei detenuti, dal titolo «Dentro le carceri. Il cappellano don David: il sovraffollamento genera attese, abbandono, rabbia».
Nel servizio curato da Luca Cereda si parla anche del volume realizzato da Marco Linari ed edito da Linea Grafica, con protagonista il cappellano del carcere di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi.
Un approfondimento su cosa significa restituire dignità alle persone, su quali proposte concrete si possano avanzare (a cominciare dalla semplice possibilità di telefonare liberamente ai propri cari), sugli esempi positivi generati dalla cooperativa sociale La Valle di Ezechiele.
Nell’articolo si spiega in particolare il senso profondo che sottende il volume inserito nella collana “Wild & Wilde”: «Si intitola “Nessuno nasce innocente” perché la distanza tra noi e loro, tra chi sta fuori e chi sta dentro, rischia di diventare un alibi».
Qui il link all’articolo pubblicato online: L’ARTICOLO


























































