LISSAGO (Varese) – Un altro anno dentro la prestigiosa macchina del Premio Chiara, ma per la prima volta senza Bambi Lazzati a fare da regista, con quel suo modo unico e travolgente di tirare le fila.
Si è tenuta a Lissago la riunione della giuria – che da anni comprende anche il giornalista e scrittore Marco Linari – per eleggere il vincitore 2026 di una delle tre categorie, quella degli inediti (che si affiancano ai big e ai giovani) di un festival del racconto dalla storia ormai lunga e luminosa.
Quella di cui Linari fa parte è una giuria ben collaudata e di qualità, con il presidente Andrea Fazioli (un formidabile narratore svizzero), i cronisti Stefania Radman e Andrea Giacometti, e il professor Mario Iodice, nell’occasione assente giustificato perché si è insediato come vicesindaco di Laveno Mombello.
A gestire l’appuntamento è stato Valentino Piccinelli, membro del direttivo del Premio Chiara e per lungo tempo assistente dell’indimenticata Bambi Lazzati nell’organizzazione dell’evento.
Debutto sulla scena per Gianandrea Redaelli, erede della centenaria tradizione di famiglia griffata La Tipografica Varese, pronto a mettersi in gioco pubblicando la raccolta vincente e dimostrando di avere idee moderne per il mondo dell’editoria. Anche lui è sbarcato operativamente nella grande famiglia degli Amici di Piero Chiara, il concorso letterario per eccellenza della provincia di Varese. Ma con un respiro nazionale.


























































